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COMSUBIN

Unit Profile: Italian only

Le vicende armistiziali del settembre 1943 causarono la scissione dei reparti d'assalto della Regia Marina: al Sud l'organizzazione fu ricostituita come MARIASSALTO (con sede a Taranto) e collaborò con gli Alleati in diverse azioni, mentre al Nord ci si indirizzò soprattutto verso le operazioni con i cosiddetti "uomini gamma" sfruttando le pur limitate potenzialità industriali di quel periodo nel tentativo di realizzare mezzi all'avanguardia.

Alla cortese attenzione di fine delle ostilità il personale che aveva fatto parte dei mezzi d'assalto fu raggruppato in nuclei speciali destinati allo sminamento dei porti nazionali, circostanza che consentì alla Marina di non disperdere le preziose esperienze scaturite dal conflitto e di mantenere al tempo stesso una certa coesione fra gli operatori. MARIASSALTO cambiò pertanto fisionomia, dedicandosi all'addestramento del personale subacqueo sotto la nuova denominazione di MARICENTROSUB.

Confermando i timori della vigilia, il Trattato di Pace vietò espressamente alla MM il possesso di "siluri con equipaggio" e di "navi d'assalto" (articoli 51 e 59); di conseguenza si rese necessario "riconvertire" anche formalmente il personale già inquadrato nei reparti d'assalto, destinandolo alla Scuola Sommozzatori istituita presso il Comando dello Sminamento, a Venezia, dove fu segretamente avviato l'addestramento delle nuove leve. Il naviglio a disposizione era costituito da alcuni mezzi avvicinatori tipo SMA e da motoscafi tipo MTSM scampati al conflitto, adattati per l'occasione e "mascherati" con l'adozione di nuove sigle alfanumeriche (gli SMA divennero così MEB, Motoscafi Efficienza ridotta per affondamento Bombe), mentre l'attività del personale si ispirò principalmente alle tecniche ereditate dagli uomini gamma.

L'abolizione delle clausole restrittive del Trattato di Pace giunse quasi contemporaneamente al trasferimento della Scuola Sommozzatori da Venezia al forte del Varignano (La Spezia); i mezzi di superficie di MARICENTROSUB andarono però in gran parte perduti durante le operazioni di soccorso alle popolazioni del Polesine colpite dall'alluvione del 1951. La riorganizzazione dei reparti d'assalto proseguì nella nuova sede con la formazione della Scuola Gamma e della Scuola Palombari, che operarono accanto alla Scuola Sommozzatori fino al 1952, anno della ricostituzione ufficiale del Gruppo Arditi Incursori (GRUPPARDIN), in seguito denominato MARICENTARDIN.

L'addestramento degli uomini fu esteso sino ad includere, oltre alle classiche attività in mare, anche operazioni di lancio col paracadute e la scalata di pareti rocciose con trasporto di materiali. La dotazione di mezzi navali di superficie e subacquei era peraltro ancora limitata a materiali di provenienza bellica (quali l'SSB - Siluro San Bartolomeo - erede dell'SLC, e la motosilurante MS 74, impiegata inizialmente come motovedetta e successivamente denominata MS 475), anche se l'industria nazionale era ormai avviata verso la produzione di attrezzature più moderne. Il reparto del Varignano cambiò ancora denominazione a metà degli anni ’50, divenendo MARISUBARDIN e poi MARICENSUBIN.

Weapons and Equipment

La ridotta consistenza del "Teseo Tesei", ma soprattutto la sua "specialità", consentono al reparto di scegliere e di acquisire, bilancio permettendo, gli equipaggiamenti ed i materiali necessari fra quanto di meglio è disponibile sul mercato interno e internazionale; il discorso non riguarda solamente i sistemi d'arma veri e propri ma tutta una serie di apparecchiature e mezzi speciali, impiegati sia dal GOI che dal GOS.

I sistemi d'arma a disposizione di COMSUBIN sono grosso modo suddivisibili in armi leggere (sia individuali che di squadra) ed armi pesanti d'accompagnamento. Della prima categoria fanno parte, oltre ai materiali "comuni" (quali la pistola Beretta 92SB, il fucile automatico Colt M16, i fucili d'assalto Beretta AR70 ed SC-70/90 in calibro 5,56 mm, la mitragliatrice MG 42/59 e l'onnipresente pistola mitragliatrice Beretta PM 12S calibro 9), la pistola High Standard Military Bell Silenced calibro .22 e la pistola subacquea Heckler & Koch P-11, un’arma a funzionamento elettrico alimentata da due batterie a 24 volt, dotata di caricatore stagno intercambiabile preconfezionato da 5 colpi.

Sempre fra i materiali individuali figura la pistola mitragliatrice Heckler & Koch MP5 A3 in calibro 9 mm Parabellum, le cui caratteristiche si sono rivelate idonee a soddisfare particolari esigenze operative del GOI. Fra i fucili di precisione si annoverano il Mouser P66 da 7,62 mm ed il fucile pesante da cecchinaggio Barret M82A1 "Light Fifty" in calibro 12,7 mm, mentre per le operazioni in ambiente urbano è utilizzato il fucile a pompa Franchi SPAS 15 Mod.B calibro 12, noto anche come "la chiave dell'incursore".

Nel settore delle armi d'accompagnamento l'ormai obsoleto lanciarazzi belga Blindicide da 83 mm. è stato sostituito dal più moderno Instalaza C-90 spagnolo, di tipo "usa e getta"; è in dotazione anche il lanciagranate Heckler & Koch MZP1 da 40 mm.


Gli equipaggiamenti del GOS comprendono autorespiratori ARA (respiratori ad aria, impiegabili fino a profondità di 60 metri), ARO (a circolo d'aria e integrazione d'ossigeno, impiegati anche dal GOI) e ARM (con miscele speciali azoto/ossigeno, utilizzati fino a oltre 50 metri); per operazioni a 60 metri a pressione atmosferica i subacquei fanno uso dell'ADS (Atmospheric Dive Suit), uno scafandro canadese dotato di thruster per spostamenti autonomi. Per gli interventi a grande profondità è invece utilizzato lo scafandro Newsuit della Draeger, realizzato in speciali leghe d'alluminio e dotato di 20 articolazioni indipendenti che consentono all'operatore libertà e ampiezza di movimenti senza precedenti. Da citare infine alcuni apparati ausiliari, ma non per questo meno importanti: fra loro il sistema di localizzazione satellitare GPS Magellan NAV 1000M, in grado di confermare la posizione con una precisione nettamente superiore a quella consentita dalle tradizionali bussole e carte; la speciale muta subacquea Viking a casco rigido e i ROV (Remotely Operated Vehicle) subacquei Pluto Plus e Filippo, normalmente imbarcati sull'Anteo.

Nonostante le nuove esigenze operative, la consistenza di COMSUBIN è destinata a rimanere alquanto contenuta, sia perché l'efficienza di un reparto speciale non può prescindere dal più completo affiatamento degli operatori, sia perché chi esercita il comando ha a sua volta la necessità di conoscere perfettamente le capacità psicofisiche di ciascun incursore. Una certa "crisi vocazionale" si è registrata negli anni '70, ma successivamente un maggiore afflusso provocato dalla continua presenza della Marina Militare in vari teatri operativi di elevata "visibilità" (Libano, Mar Rosso, Golfo Persico) ha permesso al reparto di effettuare un'attenta selezione fra i volontari, garantendo anche per il prevedibile futuro il necessario ricambio generazionale degli organici.

 

Il Raggruppamento Subacquei ed Incursori

Eredi degli assaltatori della Decima MAS, gli operatori di COMSUBIN hanno sviluppato il loro addestramento soprattutto sulla falsariga delle azioni degli "uomini gamma" del periodo bellico, nuotatori d'assalto che, condotti nelle vicinanze dell'obiettivo (tipicamente una unità navale avversaria) da un mezzo avvicinatore (di solito un sommergibile), portavano con sé l'esplosivo da piazzare sulla carena dello scafo nemico. L'evoluzione tecnica dei materiali a disposizione ha permesso l'allargamento delle metodologie operative, che al giorno d'oggi comprendono una gamma di missioni i cui obiettivi non sono più installazioni esclusivamente "navali"; l'introduzione degli aeromobili ad ala fissa e rotante ha inoltre consentito di aggiungere una nuova dimensione alle tecniche d'assalto.
L'attacco contro obiettivi navali rimane tuttavia una delle missioni basilari del GOI, mirato a soddisfare le esigenze sia di un colpo di mano in caso di confronto bellico, sia quelle di un'azione per la liberazione di ostaggi catturati da gruppi terroristici in tempo di pace (ipotesi sempre più attuale). Per questo tipo d'addestramento il reparto utilizza lo scafo in disarmo dell'ex-fregata Castore (ormeggiata in un'ansa del Varignano), effettuando l'avvicinamento in immersione (prevalentemente nelle ore notturne) ed entrando successivamente in azione per la saturazione istantanea di tutti i punti vitali della nave. Il Castore fu impiegato anche per l'addestramento del GOS e degli allievi del Gruppo Scuole ad interventi in carena di vario tipo, mentre per un addestramento più specifico alle operazioni di soccorso/salvataggio ad unità subacquee sinistrate si sta studiando la possibilità di acquisire un battello classe Toti ormai in disarmo oppure un simulacro che riproduca le sistemazioni della coperta di un sommergibile.

La presa di terra per l'attacco contro obiettivi costieri o all'interno del litorale è invece effettuata mediante gommoni (successivamente affondati, occultati e recuperati per l'esfiltrazione), che permettono l'avvicinamento fino ad una certa distanza dalla costa; si prosegue poi con il nuoto subacqueo, impiegando autorespiratori ad ossigeno (ARO), bussole da polso e sistemi per la visione notturna (NVG, Night Vision Goggles). Effettuato l'"atterraggio", la missione prosegue con l'avvicinamento all'obiettivo per il quale, in funzione del tipo di terreno, può essere richiesto l'uso di materiali specifici, oltreché di sistemi di navigazione terrestre. In questa fase diventano essenziali doti fisiche di rilievo, in quanto gli operatori (la coppia rappresenta l'unità minima impiegabile) devono essere logisticamente ed operativamente autonomi per garantire che l'eventuale perdita di una parte degli equipaggiamenti e delle attrezzature non pregiudichi l'esito dell'azione.

 L'impiego del mezzo aereo (di solito un elicottero) può costituire l'alternativa per l'avvicinamento in missioni di neutralizzazione di obiettivi particolari quali un batteria costiera, una stazione per telecomunicazioni o per la sorveglianza radar, un deposito di carburante o un centro di comando o controllo; in questi casi, ad un elicottero leggero può essere devoluto il supporto di fuoco, mentre un mezzo più pesante (di solito un SH-3D) è utilizzato per l'infiltrazione/esfiltrazione degli assaltatori. Questa tecnica è più o meno simile a quella applicata per l'assalto verticale dal Raggruppamento "San Marco", ed un adeguato potenziamento delle risorse addestrative potrebbe derivare, in un futuro abbastanza prossimo, da una più intensa e continua utilizzazione dei Sea King resi disponibili dall'introduzione in linea dell'EH-101.

 Il personale del Raggruppamento "Teseo Tesei" viene di norma allertato in concomitanza di situazioni di crisi che possono richiedere l'evacuazione di personale civile (operazioni NEO, Non-combatant Evacuation Operation), quali ad esempio diplomatici o tecnici, da località situate in territorio avversario od ostile, mentre è da ricordare il recente impiego degli incursori del GOI per le ispezioni mediante elicottero dei mercantili sospetti durante l'operazione "Desert Shield/Desert Storm", nonché nelle operazioni di peacekeeping e soccorso umanitario "Restore Hope" (in Somalia) e "Ippocampo" (in Ruanda).

Un cenno va fatto anche all'impiego di COMSUBIN in operazioni antiterrorismo; è ormai noto come già dall'epoca degli "anni di piombo" gli incursori vennero allertati per un possibile intervento volto alla liberazione dell'onorevole Aldo Moro, così come furono predisposti dei piani per l'assalto alla motonave Achille Lauro, dirottata da un commando palestinese nell'ottobre del 1985.

Da allora gli operatori hanno perfezionato le tecniche specifiche ed hanno contribuito all'addestramento di carabinieri e agenti di polizia che hanno successivamente dato vita ai GIS e ai NOCS.

Da rilevare infine che il Gruppo Operativo Incursori partecipa ad attività con unità similari appartenenti alle Nazioni alleate (SEAL, Commando "Hubert", SBS, ecc.), rivolte in prevalenza al trasferimento di informazioni sui materiali e sulle tecniche addestrative; un interscambio assai più intenso interessa invece l'attività del Gruppo Operativo Subacquei, soprattutto grazie alla standardizzazione delle procedure di soccorso realizzata in ambito occidentale e NATO.

L'organizzazione e l'addestramento

Il passaggio alla struttura attuale è avvenuto ufficialmente a metà degli anni ’60, quando il Reparto assunse la denominazione di Raggruppamento Subacquei e Incursori "Teseo Tesei", in onore dell'Ufficiale del Genio Navale che negli anni '30 aveva contribuito alla realizzazione degli SLC (Siluri a Lenta Corsa, meglio noti come "maiali"), protagonisti delle imprese dei Mezzi d'Assalto della Regia Marina durante il secondo conflitto mondiale.

Il reparto, noto anche come COMSUBIN (COMando SUBacquei e INcursori), ha mantenuto la propria sede al Varignano ed è posto alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Marina. La sua organizzazione, che ricalca più o meno quella degli omologhi reparti per operazioni speciali presenti nelle altre marine occidentali, vede alle dipendenze di un ufficiale ammiraglio comandante tre gruppi operativi (Gruppo Operativo Incursori, GOI, Gruppo Operativo Subacquei, GOS, e Gruppo Navale Speciale, GNS), cui si aggiungono un’unità destinata all'addestramento (Gruppo Scuole) e un Ufficio Studi.
Il GOI (la cui consistenza ammonta a circa 150 uomini) inquadra i team operativi destinati ad attaccare in modo occulto e senza preavviso obiettivi navali (categoria in cui rientrano sia le navi e altri bersagli d'interesse situati in mare, quali ad esempio le piattaforme petrolifere, sia obiettivi terrestri situati in prossimità delle coste, quali infrastrutture portuali militari e mercantili, stazioni radar e d'ascolto, centri di telecomunicazioni, depositi ed altro). Per assicurare la capacità richiesta è necessario un continuo addestramento, che oltre a curare gli aspetti fisici e tecnici coinvolge anche quelli psicologici. Il ciclo di formazione di un operatore del GOI si articola su un'attività molto dura e selettiva, che consente di arrivare in tre anni alla qualificazione "combat ready" solo al 10% dei volontari che annualmente chiedono di entrare a far parte del Raggruppamento.
La fase addestrativa preliminare per gli uomini del GOI prevede un corso subacqueo, un corso di roccia e l'abilitazione al lancio col paracadute, mentre i percorsi su terreno accidentato con carichi di 40 kg rientrano nella routine di collaudo della resistenza psicofisica. L'addestramento generale prosegue con corsi diversificati, anche se la tendenza è verso la formazione di nuclei orientati verso ben determinate tipologie di missione o di obiettivi (navale, costiero, di supporto, ecc.). La preparazione operativa di routine è a sua volta frutto di un'attenta pianificazione, influenzata da esigenze di carattere specifico concordate con lo Stato Maggiore Marina.

Il Gruppo Operativo Subacquei (GOS) comprende una ventina di uomini ai quali spettano molteplici compiti, primo fra tutti quello di addestrare al meglio e di consolidare la preparazione dei team operativi appartenenti al GOI. Le altre attività peculiari riguardano l'assistenza ai nuclei subacquei imbarcati sulle unità ausiliarie della MM, gli interventi per lavori subacquei, l'effettuazione di ricerche e recuperi e la sperimentazione di nuove tecniche e materiali. A tal proposito va ricordata in particolare l’attività dei sommozzatori iperbarici, cioè in grado di lavorare a profondità estreme con tecniche speciali, destinati ad interventi rapidi in condizioni di emergenza.

L’impiego del personale del GOS e delle relative attrezzature è possibile anche grazie alla disponibilità delle unità navali del Gruppo Navale Speciale (GNS) di COMSUBIN, noto anche come GRUPNAVIN e comprendente due unità maggiori (Anteo e Proteo) e due unità minori di nuova costruzione, i MAS (Motoscafi Appoggio Subacquei) Alcide Pedretti e Mario Marino, tutte descritte nel capitolo delle navi ausiliarie.

Grazie all'accoppiata GNS/GOS il Raggruppamento "Teseo Tesei" è in grado di effettuare interventi subacquei ed operazioni di salvataggio a diverse profondità, impiegando i vari sistemi speciali in dotazione alle unità navali: i più importanti sono il minisommergibile MSM-1/S e la campana McCann, destinati al recupero degli equipaggi delle unità subacquee sinistrate, la camera di decompressione subacquea (SDC) e lo scafandro Newsuit per attività esterne a grandi profondità.

La formazione basica del personale di COMSUBIN è curata dal Gruppo Scuole, che provvede anche all'addestramento specialistico di personale appartenente ad alti! Enti della Marina Militare e ai reparti speciali di altre Forze Armate (fra cui i parà del battaglione "Col Moschin" e i lagunari del "Serenissima") e Corpi Armati dello Stato. Uno dei corsi attualmente svolti dal Gruppo Scuole, quello rivolto alla preparazione del personale destinato alla difesa delle installazioni (SDI), sarà presto trasferito nell'ambito del Gruppo Scuole del Raggruppamento "San Marco", nell'ottica di una maggiore razionalizzazione delle attività di rispettiva competenza.

Il Gruppo svolge annualmente una quindicina di corsi di differente livello, brevettando una media di 150 frequentatori volontari: le qualifiche comprendono quelle rilasciate ai sommozzatori OSSALC (Operatori del Servizio Sicurezza Abilitati al Lavoro in Carena) destinati all'imbarco sulle unità della Squadra Navale, ai sommozzatori disattivatori mine (SDM) presenti sulle unità contromisure mine, ai marò del Raggruppamento "San Marco" assegnati ai nuclei DOA (Demolitori Ostacoli Antisbarco) e agli appartenenti ai Nuclei Servizio Difesa Anti mezzi Insidiosi (SDAI), che dipendono dai Dipartimenti Militari Marittimi e sono destinati ad operazioni subacquee nelle basi navali e nei porti di giurisdizione.

L'addestramento del personale destinato al GOI prevede una fase preliminare della durata di 10 mesi, che abbraccia tutti gli aspetti dell'incursione: tattiche, maneggio delle armi e degli esplosivi, combattimento a mani nude e all'arma bianca, roccia, nuoto, attività subacquee e impiego dei relativi materiali. Fra i requisiti per l'ammissione figura il possesso del brevetto di paracadutista militare, rilasciato dalla SMIPAR di Pisa. Si passa quindi ad un periodo di affiancamento presso le unità operative della durata di circa 14 mesi, al termine del quale i "promossi" ricevono il brevetto di Incursore e il fatidico basco verde.

Compito dell'Ufficio Studi è di tradurre in realtà alcune particolari esigenze tecnico-operative del reparto, soprattutto nel settore delle armi, dei mezzi e dei materiali speciali; il lavoro comprende un'attività esplorativa nei confronti dei prodotti e delle capacità delle aziende che operano nel settore, l'eventuale acquisizione e sperimentazione dei materiali e lo studio e la progettazione di nuovi sistemi. Particolare importanza assumono, in relazione alle competenze dell'Ufficio Studi, i "ritorni dal campo" dell'attività addestrativa e sperimentale, indispensabili per mettere a fuoco le esigenze di perfezionamenti e modifiche al materiale esistente e quelle relative al progetto/acquisizione di nuovi sistemi.

 

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