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Italy

San Marco Battalion
Il Reggimento San Marco è l'erede
delle secolari tradizioni della Fanteria di Marina
che risalgono al 1713 e che hanno sempre visto i fanti
di Marina coprirsi di gloria. Insieme alle tre moderne
navi LPD della marina Militare, oggi il Reggimento
San Marco rappresenta la componente anfibia delle
Forze Armate Italiane; uno strumento efficacissimo,
capace di rischierarsi rapidamente e di operare in
qualsiasi parte del mondo. Per questo il Reggimento
San Marco è stato prescelto per far parte della A.R.
(Forza d'Intervento Rapido) e negli ultimi anni ha
partecipato a tutte le missioni militari italiane
all'estero: dal Libano al Golfo Persico, fino alla
Somalia.
Nel lontano 1713 Vittorio Amedeo Il
istituisce il Reggimento "La Marina" composto
da Marinai della Squadra.
Negli anni seguenti questo reparto diventerà prima
la "Brigata di Marina", che partecipa alla
prima Guerra d'indipendenza, poi il Battaglione "Real
Navi" e, infine, la "Fanteria Real Marina"
che nel 1878 viene ufficialmente soppressa.
Però i Fanti di Marina continuano ad esistere di fatto
a bordo delle navi, dove i comandanti fanno addestrare
i membri più valorosi dell'equipaggio all'uso delle
armi leggere. E così la tradizione continua e i Marò
partecipano a diverse campagne belliche tra la fine
del secolo scorso e l'inizio dell'attuale, distinguendosi
per valore e spirito di abnegazione.
Ma è durante la prima guerra mondiale che il San Marco
si copre di gloria; nel 1915 viene costituita "ufficiosamente"
la "Brigata Marina" che, oltre a un Reggimento
Artiglieria, comprende anche un Reggimento Fucilieri
organizzato su tre Battaglioni, in seguito portati
a cinque. I Fucilieri di Marina vivranno la tragica
epopea delle trincee distinguendosi, in particolare,
nella difesa della città di Venezia che viene attaccata
a più riprese dagli Austriaci per mare e per terra.
Gli strenui combattimenti si svolgono alle foci del
Piave dove la dilagante avanzata del nemico viene
fermata; nell'arco di soli due anni, tra il 1917 e
il 1918, il Reggimento San Marco paga però un pesante
tributo di sangue: 384 morti e più di 1.500 tra feriti
e mutilati.
E proprio nel maggio dei 1918 il Reparto
riceve la Bandiera di Combattimento; un anno dopo,
il 17 marzo del 1919 viene emanato un Regio Decreto
che sancisce ufficialmente la nascita della Fanteria
di Marina; la città di Venezia, memore dell'eroico
sacrificio dei Fucilieri di Marina, nel corso di una
commovente cerimonia dona al Reparto il proprio stemma
costituito dal leone alato e il nome del suo patrono:
San Marco, che da quel momento contraddistinguerà
i Fucilieri di Marina.
Durante le guerre coloniali e la seconda guerra mondiale
i Fucilieri di Marina sono sempre presenti in prima
linea scrivendo altre pagine di eroismo; in particolare,
il Reggimento San Marco combatte nelle isole dell'Egeo,
in Grecia e in Africa dove si copre di gloria difendendo
Tobruk.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, che divide
di fatto l'Italia in due metà l'un contro l'altra
armata, già nel gennaio dei 1944 la Regia Marina ricostituisce
il Reggimento San Marco che così partecipa alla Guerra
di Liberazione guadagnandosi la stima incondizionata
degli Alleati, tanto che a un suo reparto viene concesso
l'onore di sbarcare per primo nella città di Venezia.
Nello stesso periodo, anche nella Repubblica di Salò
opera una divisione di Fanteria di Marina denominata
"San Marco", mentre nell'ambito della X^
MAS viene costituito il Battaglione "Barbarigo"
che si fregia delle mostrine con il leone alato.
Nell'immediato dopoguerra i Fucilieri di Marina confluiscono
in una "Brigata Anfibia interforze" in cui
sono compresi anche i Lagunari dell'Esercito. La caserma
dei San Marco è a Villa Vicentina, una località in
provincia di Udine sulle rive del fiume Isonzo. Tra
l'altro in questo periodo i Fucilieri di Marina si
distinguono nelle operazioni di soccorso alle popolazioni
colpite dall'alluvione del Polesine dei 1951.
Nel 1956 la Marina Militare ritira dal Reparto la
propria componente sciogliendo di fatto il Battaglione
San Marco.
ORGANIZZAZIONE DELLA
FORZA DA SBARCO DELLA M.M.I.
-
Dal 1° Ottobre
1999 Il Battaglione S. Marco, già denominato Raggruppamento
Anfibio (GRUPANF), ha assunto la denominazione
"Forza da Sbarco della Marina Militare"
(MARIFORSBARC), Il nuovo elemento d'organizzazione,
che trae origine dalla ristrutturazione di GRUPANF,
identifica un raggruppamento organico composto
dal Reggimento operatico "San Marco",
dal Reggimento logistico di supporto formativo
"Carlotto" e dal Gruppo Mezzi da Sbarco
(fino ad allora dipendente dalla Terza Divisione
Navale).
a. Comando Forza da Sbarco della M.M.I.
Il Comando della Forza da Sbarco è retto da
un Ufficiale Ammiraglio (CONFORSBARC) nl grado
di Contrammiraglio, che ha alle proprie dipendenze
uno staff per l'assolvimento dei compiti di natura
organica (Comandante della MARIFORSBARC) e di
quelli di natura operativa, (C.L.F.: Commander
Landing Force, secondo la terminologia NATO).
Si identifica, inoltre, con il COMSILF (Commander
Spanish-Italian Landing Force) quando previsto
dal turno di rotazione multinazionale di assegnazione
dell'incaricoze relative alla SILF lo staff è
integrato permanentemente da personale della Infanteria
di Marina di Spagna.
b. Forza Organica
La Forza organicamente dipendente da COMFORSBARC
(che può contare su uno staff di 47 uomini) è
composta come segue:
- Reggimento San Marco (1019 uomini);
- Reggimento Carlotto (500 uomini);
- Gruppo Mezzi da Sbarco (85 uomini)
entrambe i Reggimenti sono retti da Ufficiali
nel gradi di Caitano di Vascello; il Gruppo Mezzi
da Sbarco è retto da Ufficiale nel grado di Capitano
di Fregata
1) Reggimento San Marco
E' formato dal Reparto Comando, dal Battaglione
assalto "Grado" dal Battaglione logistico
di supporto al combattimento "Golametto",
dalla Compagnia Operazioni Navali e dalla Compagnia
Operazioni Speciali.
2) Reggimento Carlotto
E' formato dal Battaglione scuole "Caorledal
Battaglione logistico di supporto "Cortellazzo",
dal Reparto Amministrativo/Logistico e dal servizio
Aiutanti. Il Reggimento logistico di supporto
"Carlotto" assolve funzioni di quartier
generale della Forza da Sbarco. Il Comandante
del Reggimento si identifica, di norma, con il
Vice-Comandante della MARIFORSBARC.
3) Gruppo Mezzi da Sbarco
E' formato dal Nucleo Mezzi (barchini, mezzi da
sbarco) e dal Nucleo Organizzazione Spiaggia (Beach
Master).
c. Forza Operativa
La componente della Forza da Sbarco della
M.M.I. (più propriamente Forza da Sbarco: Landing
Force nella terminologia NATO) dislocabile in
teatro operazioni è, di norma composta da:
- Comando (CLF, staff);
- Reggimento San Marco;
- Gruppo Mezzi da Sbarco che, secondo quanto previsto
dalla dottrina anfibia, fornisce il B.G.C. (Boat
Group Commander) e il B.M. (Beach Master) al CATF
(Commander Amphibios Task Force);
- Elicotteri del Nucleo Lotta Anfibiadipendenze
operative del CLF quando assegnati).
La Forza da Sbarco è capace di operare come unica
unità modulabile in funzione delle esigenze.
Nel caso di operazioni multinazionali/NATO La
Forza da Sbarco (o elementi di essa) si aggrega
a Forze da Sbarco straniere e/o Forze da Sbarco
straniere (o elementi di esse) sono aggregabili
alla Forza da Sbarco in operazioni a guida italiana.
In particolare costituisce parte integrante della
Forza da Sbarco della SIAF (Spanish-Italian Anphibious
Force) permanentemente costituita
Tutto il personale del Reggimento Carlotto, normalmente
non dislocabile in teatro di operazioni, in possesso
della qualificazione anfibia può essere inserito
nella Forza da Sbarco se e quando ritenuto opportuno
-
DIPENDENZA
Il Comandante della Forza da Sbarco della
Marina dipende direttamente dal Comandante in
Capo della Squadra Navale.
-
MISSIONE
a. Componente operativa
La Forza da Sbarco, insieme ad una Forza Aeronavale
(per la scorta, il supporto operativo e logistico,
il trasporto e lo sbarco), costituisce la Forza
Anfibia Nazionale, Essa, nella sua interezza,
si configura essenzialmente come una Forza di
elevata prontezza e flessibilità (approntamento
in 48 H), ridislocabile anche a grande distanza,
atta ad intervenire sul terreno, prioritariamente
in aree costiere. Può essere dislocata preventivamente
in modo non "intrusivo" nel teatro delle
operazioni in attesa di una decisione politico-militare
sull'intervento a terra che, quando deciso, può
avvenire con tempi di risposta pressoché istantanei.
Questa particolare forma d'impiego (dislocazione
preventiva, non intrusità e tempi di risposta
immediati) è esclusiva della Forza Anfibia e la
rende strumento privilegiato quale Forza di Pronto
Intervento per qualsiasi tipo di missione.
Le missioni della Forza da Sbarco si identificano
con quelle più generali della Forza Anfibia. Di
seguito le più importanti:
- condurre operazioni in assalto/raid/colpo di
mano anfibio in modo autonomo o in preparazione
s susseguenti operazioni condotte da Forze Terrestri,
allo scopo di conseguire obiettivi di interesse
a carattere nazionale;
- condurre operazioni di assalto anfibio
quale contingente nazionale integrato in forze
multinazionali (SIAF/SILF, EUROMARFOR, ecc.) O
alleate (CAMFED), allo scopo di conseguire oblettivi
comuni o a difesa del territorio posto sotto la
responsabilità di ACE (Allied Command Europe);
- agire quale Forza di Reazione Rapida, autonomamente
o inquadrata in un dispositivo di livello superiore
ovvero rinforzare/sostituire unità già impegnate
ovvero agire quale riserva operativa o strategica;
- condurre operazioni di evacuazione/protezione
di connazionali da/in paesi a rischio;
- condurre autonomamente, ovvero nel quadro di
formazioni di livello superiore, operazioni di
"peace support" nazionali o in contesti
multinazionali (NATO, UEO, OSCE, ONU, coalizioni
"ad hoc" di forze, ecc.);
- fornire concorso in caso di calamità naturali
in Italia e all'estero.
b. Componente logistico/formativa
La missione del Reggimento logistico/formativo
"Carlotto", di norma non inquadrato
nella Forza da Sbarco, è quella di:
- assicurare attraverso il Battaglione scuole
"Caorle" la qualificazione professionale
di tutto il personale della Forza da Sbarco della
M.M.I.;
- fornire attraverso il Battaglione loogistico
"Cortellazzo" il supporto di logistica
generale (manutentiivo, logistico/amministrativo,
casermaggio, viveri, vestiario, ecc.) alla Forza
da Sbarco della M.M.I..
Diventare
Fuciliere di Marina
Gli allievi Fucilieri di Marina provengono
indistintamente dal personale di leva; questi potranno
essere sia militari di leva semplice (12 mesi), che
volontari in ferma prolungata L2 (2 anni). Quando
il civile diciottenne si reca presso uno dei due MARICOLEVA
(La Spezia e Taranto) per effettuare la visita preliminare
deve subito dichiarare il proprio intendimento di
essere reclutato nel Reggimento San Marco; immediatamente
verrà sottoposto a una prima visita medica per verificare
se è in possesso dei requisiti psicofisici richiesti.
Allo stesso modo, potrà fare la sua scelta anche quando
si recherà presso il MARICENTRO per svolgere il periodo
di istruzione e di addestramento militare (il CAR)
con cui inizia il periodo di leva. Già in questa fase,
il militare dovrà anche dichiarare se vuole prolungare
la ferma per due anni (L2) e, in questo caso, verrà
incorporato nel "pacchetto L2"; il termine
ultimo per presentare la domanda per la ferma prolungata
L2 è comunque fissato in cinque mesi dal suo arrivo
al Reparto.
Quando giunge al Reggimento San Marco,
l'allievo Fuciliere di Marina viene affidato al Gruppo
Scuole che provvederà al suo iter formativo che si
divide in due fasi. Il cosiddetto "primo ciclo",
della durata di quattro settimane, è il più impegnativo
e tende a mettere in risalto le caratteristiche psico-attitudinali
dell'allievo per determinarne il carattere. Si cerca
di appurare, in pratica, se il soggetto possiede quelle
doti interiori di entusiasmo e di disponibilità al
sacrificio che, unite alla perfetta forma fisica già
verificata dalle visite mediche, rappresentano la
caratteristica essenziale dei Fuciliere di Marina.
Nel "secondo ciclo", che dura dodici settimane,
si provvede ad assegnare all'allievo Fuciliere la
specializzazione più consona alle proprie attitudini:
cannoniere, assaltatore, guastatore, etc.
Gli specialisti DOA (Demolitore Ostacoli Antisbarco)
si recano per tre mesi al Varignano presso la caserma
degli Incursori della Marina Militare per un ulteriore
periodo di formazione. Mentre nel primo periodo si
è appurato se l'allievo dispone delle caratteristiche
per diventare un buon Fuciliere di Marina, nel secondo
si cerca quindi di capire come sfruttare al meglio
queste sue potenzialità. Durante queste sedici settimane
alcuni "gettano la spugna" e si ritirano;
se l'abbandono avviene nei primi giorni il soggetto
continuerà il servizio di leva in altri Enti o Reparti
della Marina Militare, mentre se l'allievo rinuncia
in una fase più avanzata completerà la ferma nel Battaglione
San Marco ricoprendo incarichi non operativi. In media
circa il 18/20% degli allievi non riesce a diventare
Fuciliere di Marina, una percentuale che, anche se
non particolarmente alta, dimostra la severità della
selezione. L'iter formativo degli allievi Fucilieri
di Marina del "pacchetto L2", che hanno
deciso di raffermarsi per due anni, comprende un ulteriore
periodo di formazione che dura altre otto settimane.
Dopo aver superato tutte le prove
l'allievo acquisisce la qualifica di "Fuciliere
di Marina" e viene assegnato al Gruppo Operativo;
infine, dopo aver partecipato a due esercitazioni
nazionali o NATO, diventerà Combat Ready (Pronto al
Combattimento).
Da questo momento in poi il Fuciliere di Marina svolgerà
tutti i compiti previsti dalla propria specializzazione
nell'ambito dei Gruppo Operativo per la durata dei
servizio di leva: solo dodici mesi per il personale
di leva semplice e ventiquattro per gli L2 in ferma
prolungata.
Trascorsi i due anni previsti, gli L2 possono anche
chiedere di raffermarsi, diventeranno L3, prolungando
così di un altro anno la loro permanenza al Battaglione
San Marco; al termine dei tre anni torneranno alla
vita civile o, altrimenti, potranno chiedere di sostenere
il concorso per transitare in SPE (Servizio Permanente
Effettivo) quali sottufficiali della Marina Militare.
Il nuovo iter prevede due distinti periodi di formazione/selezione:
il primo si svolge presso la Scuola Allievi Sottufficiali
M.M. di Taranto, mentre il secondo presso lo stesso
Battaglione San Marco; se il candidato supererà gli
esami conclusivi delle due fasi, diventerà Secondo
Capo (Sergente Maggiore) e andrà a ricoprire l'incarico
di caposquadra nel Gruppo Operativo.
Si noti che questo descritto è l'unico iter per diventare
Sottufficiale Fuciliere di Marina dei Battaglione
San Marco; non è possibile, dunque, accedere a questa
carriera direttamente dalla vita civile come avviene
per tutte le altre categorie della Marina Militare,
ma si dovrà necessariamente aver svolto il servizio
di leva nel Reparto.
Il Fuciliere
di Marina
Il Fuciliere di Marina
è un soldato che, oltre alle ben note capacità operative
frutto di un continuo e accurato addestramento, possiede
caratteristiche psicologiche assolutamente particolari.
Il mare è, per sua stessa natura, un ambiente mutevole
dove nulla può essere dato per scontato e dove un
giorno sarà sempre diverso da un altro; infatti in
navigazione nessuno può sapere se l'indomani il mare
sarà liscio come l'olio o se invece ci sarà una burrasca.
L'uomo che va per mare, dunque, ha innata quella curiosità
che lo spinge ad esplorare l'ignoto, sempre pronto
ad affrontare qualsiasi evenienza, non dando mai nulla
per scontato, ma tutto per possibile.
E vivendo frequentemente a bordo delle navi, il Fuciliere
di Marina ha mutuato dalla sua seconda casa navigante
questo spirito.
Anche il tipo di azione che svolge il Marò dei San
Marco è assolutamente imprevedibile e pieno di incognite:
si parte per andare a sbarcare di notte su un lembo
di terra che non si riesce nemmeno a vedere e di cui
si conosce ben poco; ma basterà un imprevisto e tutta
l'azione potrà abortire improvvisamente...
Questo essere sempre pronto ad affrontare qualsiasi
evenienza, durante il combattimento consente al Fuciliere
di Marina di superare con maggiore disinvoltura le
incertezze, le situazioni più inconsuete e imprevedibili,
dimostrando così quello spirito di adattamento al
variare della situazione che è tipico proprio di chi
va per mare.
L'altra caratteristica peculiare del Fuciliere di
Marina, comune a tutti i soldati dei reparti d'élite,
è l'entusiasmo.
Quell'entusiasmo che contraddistingue la persona che
è comunque convinta di aver fatto qualcosa di utile
e che ha sempre voglia di fare bene il suo lavoro.
Il Fuciliere di Marina, come tutte le persone che
fanno un mestiere al di fuori della norma, deve possedere
quelle profonde motivazioni interiori che gli consentiranno
di superare con straordinario spirito di sacrificio
anche le prove più difficili.
L'ufficiale del
San Marco
Gli Ufficiali del
Reggimento San Marco possono essere Ufficiali in SPE
(Servizio Permanente Effettivo), sia del Ruolo Normale
che del Ruolo Speciale, o anche Ufficiali di Complemento.
Ad un determinato punto della loro carriera questi
presentano la domanda per acquisire la Specialità
ANF (Anfibio). Se la richiesta viene accettata, in
base alla disponibilità di posti e all'esito della
visita psicofisica attitudinale, il soggetto viene
inviato a Brindisi dove frequenta il cosiddetto "Corso
Quadri", o di Qualificazione anfibia, che dura
24 settimane.
Superate le prove finali dei corso, l'ufficiale verrà
assegnato al Reggimento San Marco dove nel corso della
sua carriera ricoprirà l'incarico di Comandante di
plotone prima, e di compagnia in seguito nel Gruppo
Operativo, nel Gruppo Scuole, o andrà a svolgere altri
incarichi nei diversi Servizi che sovrintendono l'attività
logistica e amministrativa del Reparto.
Gli ufficiali del Ruolo Normale, quelli che possono
raggiungere i massimi incarichi nell'ambito della
Forza Armata, acquisito il grado di Tenente di Vascello
(Capitano) verranno inviati per circa un anno a Quantico
(Virginia) presso la Scuola dei Marines americani.
Qui frequenteranno un corso di specializzazione nella
Categoria ANF, lo stesso che seguono anche gli ufficiali
dei Marines per ricoprire il grado di Comandante di
Reggimento.
L'Esercito
nel San Marco
Nel Reggimento san Marco è presente
una piccola aliquota di personale dell'Esercito che
costituisce il 4% dei quadri dei Reparto.
Questi sono ufficiali e sottufficiali in SPE (Servizio
Permanente Effettivo) dell'Esercito che presentano
una domanda agli organi competenti della propria Forza
Armata in cui chiedono di essere destinati al Reggimento
San Marco. Ovviamente si registrano molte domande
di quei giovani Tenenti, Sottotenenti o Sottufficiali
che desiderano appartenere a un reparto d'élite.
Se la domanda viene accolta, in relazione alla disponibilità
di posti e alle caratteristiche psico-fisiche del
soggetto, questi frequenterà presso il Reggimento
San Marco lo stesso corso di qualificazione ANF che
svolgono gli ufficiali della Marina al loro arrivo
a Brindisi.
Se supererà il corso, entrerà a far parte a tutti
gli effetti del Reggimento San Marco integrandosi
perfettamente nell'attività del Reparto. In seguito,
sempre di sua spontanea volontà, potrà decidere di
tornare nell'Esercito presentando un'apposita domanda.
Ma non sono pochi i casi di militari che hanno voluto
trascorrere tutta la loro carriera operando sotto
l'insegna dei leone alato di San Marco.
IL FUCILIERE
DI MARINA IN AZIONE:
TUTTE LE FASI DI UNA MODERNA OPERAZIONE ANFIBIA.
Nei films sulla seconda
guerra mondiale spesso appaiono indimenticabili immagini
di spiagge assalite da enormi ondate di veicoli anfibi
e di mezzi da sbarco.
Ma oggi le operazioni anfibie non possono essere più
condotte in questo modo, perché la moderna tecnologia
ha messo a disposizione dei difensori micidiali sistemi
d'arma la cui precisione di tiro sarebbe stata impensabile
solo pochi anni addietro.
Per questo la dottrina d'impiego delle forze anfibie
si è evoluta enormemente, e oggi un'operazione anfibia
viene condotta dal Reggimento San Marco in modo molto
diverso dal passato.
La fase preparatoria viene svolta dai DOA (Demolizioni
Ostacoli Antisbarco) e dai RECON (Ricognitori), specialisti
dei Reggimento San Marco che vengono infiltrati in
territorio nemico con elicotteri o mediante gommoni.
Appena giunti in sito, i DOA ed i RECON verificano
la disposizione del nemico sul terreno per poi comunicarla
via radio alla nave anfibia dove è situato il comando
dell'operazione.
In seguito inizia la parte più delicata del loro lavoro:
mentre i RECON s'infiltrano nel territorio nemico
per continuare a fornire la copertura "intelligence"
dell'operazione, i DOA si recano sul luogo prescelto
per lo sbarco. Innanzitutto provvedono a piazzare
cariche esplosive nei pressi delle postazioni difensive
nemiche da neutralizzare, quelle strategicamente più
importanti; in seguito, si recano sulla riva del mare
dove predispongono la bonifica del tratto di spiaggia
prescelto per l'azione.
Questa è un'operazione che richiede un altissimo grado
di addestramento: i DOA devono individuare le mine
del nemico, sia quelle in acqua che quelle interrate,
e piazzare le controcariche, per farle brillare nel
momento opportuno, e quelle per demolire gli ostacoli
antisbarco.
Il tutto si svolge nel buio più pesto; infatti, i
DOA e i RECON non devono rivelare la propria presenza
al nemico, per non vanificare l'effetto sorpresa,
evitando di ingaggiare il combattimento; ovviamente
questi specialisti dispongono di equipaggiamenti particolari,
come i visori notturni e armi con spegnifiamma, e
di autorespiratori ARO (Auto Respiratori Ossigeno),
un particolare apparato a circuito chiuso che non
rilascia le classiche scie di bollicine.
Quando scocca l'ora prefissata, mentre le navi cominciano
a cannoneggiare la costa e gli aerei e gli elicotteri
colpiscono le difese avversarie, i DOA rimasti in
sito faranno saltare le cariche esplosive precedentemente
disposte, aprendo così il cosiddetto "canale
di sbarco" per le forze che stanno arrivando,
e assalteranno le postazioni dei nemico non neutralizzate
con le cariche.
La permanenza in acqua è il periodo di massima vulnerabilità
per le forze anfibie, e si cerca quindi di ridurre
al minimo questa fase aumentando la velocità di esecuzione
della manovra.
Per questo oggi la prima ondata viene portata sulla
spiaggia da una miriade di piccole imbarcazioni estremamente
veloci, gommoni con chiglia rigida dotati di potenti
motori fuoribordo, su cui prende posto una squadra
di otto o nove Fucilieri di Marina.
L'impiego dei gommoni permette anche di ridurre le
eventuali perdite: se uno di questi venisse colpito
si perderebbero "solo" otto o nove uomini,
mentre se un veicolo anfibio LVTP-7 venisse affondato,
in un colpo solo l'ondata verrebbe privata di venticinque
Fucilieri. Solo quando la prima ondata avrà neutralizzato
le principali postazioni nemiche, arriveranno sulla
spiaggia i veicoli anfibi LVTP7 e i mezzi da sbarco
che trasportano i cingolati VCC-1 e i mezzi ruotati;
in seguito, i natanti continueranno a fare la spola
con la nave per trasferire il materiale logistico
necessario per consolidare e tenere la "testa
di sbarco" appena conquistata.
Le navi
Fino al 1988 i Fucilieri di Marina
avevano operato a bordo di due navi LST, Grado e Caorle,
acquistate negli anni '70 dagli U.S.A.; navi dalle
prestazioni sorpassate le cui sistemazioni a bordo
erano alquanto disagevoli.
Al contrario, le nuove unità LPD (Landing Platform
Dock), Nave San Marco e Nave San Giorgio, alle quali
si è aggiunta recentemente nave San Giusto, sono state
appositamente concepite, sviluppate e realizzate proprio
per ospitare al meglio i Fucilieri di Marina e per
trasportare i mezzi dei Gruppo Operativo.
Infatti, su queste unità, oltre all'equipaggio, possono
essere comodamente alloggiati e ristorati circa 350
Fucilieri d i Marina completamente equipaggiati, mentre
nell'hangar possono essere sistemati 36 mezzi cingolati
VCC-1, o LVTP-7 in numero minore, e altri mezzi ruotati
sul ponte di coperta.
Come il Reggimento San Marco, anche queste unità dipendono
dal Comando della 3^ Divisione Navale, di stanza a
Brindisi, che raggruppa tutta la componente anfibia
della Marina Militare.
La particolarità delle unità della classe "San
Giorgio" è quella di essere dotate a poppa di
un bacino allagabile, direttamente comunicante con
il mare, mediante il quale i cingolati anfibi possono
raggiungere autonomamente la superficie dell'acqua
proprio come se stessero scendendo da una spiaggia.
A poppa, a prua e sul fianco destro le navi LPD dispongono
anche delle tradizionali rampe per la discesa su banchine
portuali dei mezzi cingolati e ruotati.
Dall'ampio ponte di volo possono operare contemporaneamente
fino a tre elicotteri SH-3D Sea King.
Recentemente è stata consegnata alla Marina Militare
una terza unità LPD, Nave San Giusto, di maggiore
dislocamento che svolge anche la funzione di nave
scuola per gli allievi dell'Accademia Navale. Derivata
dalle unità classe San Giorgio, si differenzia esternamente
per la prora fissa, senza il portellone sollevabile,
e per l'adozione di una versione più moderna del cannone
da 76/62; nave San Giusto dispone delle stesse capacità
di trasporto delle altre due unità LPD.
Per il Gruppo Operativo dei Reggimento San Marco,
impegnato in uno sbarco, queste navi rappresentano
un’indispensabile "retrovia" mobile dotata
anche di un attrezzato ospedale per i feriti portati
direttamente dal campo di battaglia con gli elicotteri.
I mezzi
La dotazione dei Reggimento San Marco
comprende mezzi cingolati e ruotati che assicurano
ai Fucilieri di Marina l'indispensabile mobilità sul
campo di battaglia.
Questi sono mantenuti in perfetta efficienza dagli
specialisti meccanici del Servizio Trasporti che operano
nella rimessa di Brancasi con annesse officine.
Gli specialisti del Servizio Trasporti, inoltre, seguono
il Gruppo Operativo durante le trasferte con un’attrezzata
officina mobile sempre pronti a riparare direttamente
sul campo le possibili avarie ed a svolgere gli interventi
manutentivi del secondo livello tecnico, mentre quelli
più semplici del primo (cambi d’olio, etc.) possono
essere effettuati in loco dagli stessi carristi.
Il veicolo cingolato anfibio per il trasporto truppa
che equipaggia le principali forze anfibie occidentali,
tra cui anche i Marines americani, è l'LVTP-7; questo
mezzo possiede un'ottima mobilità in acqua, assicurata
dalle due eliche intubate posteriori, e la capacità
di avanzare su qualsiasi terreno grazie ai cingoli.
Al suo interno trovano posto venticinque Fucilieri
di Marina, mentre l'equipaggio è composto da tre uomini
che per la difesa ravvicinata del mezzo dispongono
di una mitragliatrice Springfield M85 da 12,7 mm.
Ma le grandi dimensioni dell'LVTP-7 costituiscono
anche il suo handicap principale in quanto, quando
il mezzo esce dall'acqua, presenta al nemico una sagoma
alta 3,14 metri che rappresenta un facile bersaglio
per i moderni sistemi d'arma controcarro.
Il Veicolo Cingolato da Combattimento per il trasporto
truppe del Reggimento San Marco è il VCC-1, più noto
come Camillino, che è una particolare versione dell'M113
sviluppata dall'Oto Melara.
L'equipaggio è composto da due uomini: il pilota e
l'armiere che dispone in torretta di una mitragliatrice
Browning da 12,7 mm.; nel mezzo trovano posto sette
uomini completamente equipaggiati che possono sparare
dall’interno con le armi individuali attraverso apposite
feritoie poste sulle fiancate; inoltre il mitragliere
della squadra, può impiegare la sua MG 42/59 uscendo
da un'apertura posta sul tetto del mezzo.
Il Reggimento San Marco ha in dotazione anche diversi
mezzi ruotati.
Il più moderno è il Fiat IVECO VM-90 (Veicolo Militare
degli anni '90) dotato di un motore diesel sovralimentato
da 100 CV e con una velocità massima di 100 km/h.
L'equipaggio è composto da uno/due uomini più otto
persone nel cassone posteriore.
Più piccole le Campagnole Fiat AR-76 (Autovettura
da Ricognizione), 4X4 ruote motrici e motore diesel.
Entrambi i veicoli sono aviolanciabili e possono essere
armati con una mitragliatrice MG 42/59 cal. 7,62 mm,
mentre sul VM-90 può essere anche montato un cannone
da 106 mm senza rinculo.
Completano la linea diverse versioni di autocarri
militari Fiat 4X4 ruote motrici che all'occorrenza
possono anche trainare piccoli pezzi di artiglieria.
Il Reggimento San Marco dispone anche di alcuni elicotteri
che assicurano ai Fucilieri di Marina l'aeromobilità
sul campo di battaglia.
Si tratta di Agusta-Bell AB 212 e Agusta-Sikorsky
SH-3D della Marina Militare dai quali, per aumentarne
le capacità di carico, sono stati opportunamente smontati
i pesanti ed ingombranti apparati per la lotta antisommergibile.
Gli elicotteri destinati al Reggimento San Marco dispongono
di particolari blindature e sono armati con razziere
da 2,75 mm. e pods per mitragliatrice da 12,7 mm.
I velivoli costituiscono il Nucleo Lotta Anfibia del
4° Gruppo Elicotteri dislocato sulla Stazione Elicotteri
(MARISTAELI) di Grottaglie, presso Taranto, dove possono
ricevere il necessario supporto logistico.
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