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San Marco Battalion

Il Reggimento San Marco è l'erede delle secolari tradizioni della Fanteria di Marina che risalgono al 1713 e che hanno sempre visto i fanti di Marina coprirsi di gloria. Insieme alle tre moderne navi LPD della marina Militare, oggi il Reggimento San Marco rappresenta la componente anfibia delle Forze Armate Italiane; uno strumento efficacissimo, capace di rischierarsi rapidamente e di operare in qualsiasi parte del mondo. Per questo il Reggimento San Marco è stato prescelto per far parte della A.R. (Forza d'Intervento Rapido) e negli ultimi anni ha partecipato a tutte le missioni militari italiane all'estero: dal Libano al Golfo Persico, fino alla Somalia.

Nel lontano 1713 Vittorio Amedeo Il istituisce il Reggimento "La Marina" composto da Marinai della Squadra.
Negli anni seguenti questo reparto diventerà prima la "Brigata di Marina", che partecipa alla prima Guerra d'indipendenza, poi il Battaglione "Real Navi" e, infine, la "Fanteria Real Marina" che nel 1878 viene ufficialmente soppressa.
Però i Fanti di Marina continuano ad esistere di fatto a bordo delle navi, dove i comandanti fanno addestrare i membri più valorosi dell'equipaggio all'uso delle armi leggere. E così la tradizione continua e i Marò partecipano a diverse campagne belliche tra la fine del secolo scorso e l'inizio dell'attuale, distinguendosi per valore e spirito di abnegazione.

Ma è durante la prima guerra mondiale che il San Marco si copre di gloria; nel 1915 viene costituita "ufficiosamente" la "Brigata Marina" che, oltre a un Reggimento Artiglieria, comprende anche un Reggimento Fucilieri organizzato su tre Battaglioni, in seguito portati a cinque. I Fucilieri di Marina vivranno la tragica epopea delle trincee distinguendosi, in particolare, nella difesa della città di Venezia che viene attaccata a più riprese dagli Austriaci per mare e per terra. Gli strenui combattimenti si svolgono alle foci del Piave dove la dilagante avanzata del nemico viene fermata; nell'arco di soli due anni, tra il 1917 e il 1918, il Reggimento San Marco paga però un pesante tributo di sangue: 384 morti e più di 1.500 tra feriti e mutilati.

E proprio nel maggio dei 1918 il Reparto riceve la Bandiera di Combattimento; un anno dopo, il 17 marzo del 1919 viene emanato un Regio Decreto che sancisce ufficialmente la nascita della Fanteria di Marina; la città di Venezia, memore dell'eroico sacrificio dei Fucilieri di Marina, nel corso di una commovente cerimonia dona al Reparto il proprio stemma costituito dal leone alato e il nome del suo patrono: San Marco, che da quel momento contraddistinguerà i Fucilieri di Marina.
Durante le guerre coloniali e la seconda guerra mondiale i Fucilieri di Marina sono sempre presenti in prima linea scrivendo altre pagine di eroismo; in particolare, il Reggimento San Marco combatte nelle isole dell'Egeo, in Grecia e in Africa dove si copre di gloria difendendo Tobruk.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, che divide di fatto l'Italia in due metà l'un contro l'altra armata, già nel gennaio dei 1944 la Regia Marina ricostituisce il Reggimento San Marco che così partecipa alla Guerra di Liberazione guadagnandosi la stima incondizionata degli Alleati, tanto che a un suo reparto viene concesso l'onore di sbarcare per primo nella città di Venezia.
Nello stesso periodo, anche nella Repubblica di Salò opera una divisione di Fanteria di Marina denominata "San Marco", mentre nell'ambito della X^ MAS viene costituito il Battaglione "Barbarigo" che si fregia delle mostrine con il leone alato.
Nell'immediato dopoguerra i Fucilieri di Marina confluiscono in una "Brigata Anfibia interforze" in cui sono compresi anche i Lagunari dell'Esercito. La caserma dei San Marco è a Villa Vicentina, una località in provincia di Udine sulle rive del fiume Isonzo. Tra l'altro in questo periodo i Fucilieri di Marina si distinguono nelle operazioni di soccorso alle popolazioni colpite dall'alluvione del Polesine dei 1951.
Nel 1956 la Marina Militare ritira dal Reparto la propria componente sciogliendo di fatto il Battaglione San Marco.

ORGANIZZAZIONE DELLA FORZA DA SBARCO DELLA M.M.I.

  1. Dal 1° Ottobre 1999 Il Battaglione S. Marco, già denominato Raggruppamento Anfibio (GRUPANF), ha assunto la denominazione "Forza da Sbarco della Marina Militare" (MARIFORSBARC), Il nuovo elemento d'organizzazione, che trae origine dalla ristrutturazione di GRUPANF, identifica un raggruppamento organico composto dal Reggimento operatico "San Marco", dal Reggimento logistico di supporto formativo "Carlotto" e dal Gruppo Mezzi da Sbarco (fino ad allora dipendente dalla Terza Divisione Navale).

    a. Comando Forza da Sbarco della M.M.I.
    Il Comando della Forza da Sbarco è retto da un Ufficiale Ammiraglio (CONFORSBARC) nl grado di Contrammiraglio, che ha alle proprie dipendenze  uno staff per l'assolvimento dei compiti di natura organica (Comandante della MARIFORSBARC) e di quelli di natura operativa, (C.L.F.: Commander Landing Force, secondo la terminologia NATO). Si identifica, inoltre, con il COMSILF (Commander Spanish-Italian Landing Force) quando previsto dal turno di rotazione multinazionale di assegnazione dell'incaricoze relative alla SILF lo staff è integrato permanentemente da personale della Infanteria di Marina di Spagna.

    b. Forza Organica
    La Forza organicamente dipendente da COMFORSBARC (che può contare su uno staff di 47 uomini) è composta come segue:
    - Reggimento San Marco (1019 uomini);
    - Reggimento Carlotto (500 uomini);
    - Gruppo Mezzi da Sbarco (85 uomini)
    entrambe i Reggimenti sono retti da Ufficiali nel gradi di Caitano di Vascello; il Gruppo Mezzi da Sbarco è retto da Ufficiale nel grado di Capitano di Fregata

    1) Reggimento San Marco
    E' formato dal Reparto Comando, dal Battaglione assalto "Grado" dal Battaglione logistico di supporto al combattimento "Golametto", dalla Compagnia Operazioni Navali e dalla Compagnia Operazioni Speciali.

    2) Reggimento Carlotto
    E' formato dal Battaglione scuole "Caorledal Battaglione logistico di supporto "Cortellazzo", dal Reparto Amministrativo/Logistico e dal servizio Aiutanti. Il Reggimento logistico di supporto "Carlotto" assolve funzioni di quartier generale della Forza da Sbarco. Il Comandante del Reggimento si identifica, di norma, con il Vice-Comandante della MARIFORSBARC.

    3) Gruppo Mezzi da Sbarco
    E' formato dal Nucleo Mezzi (barchini, mezzi da sbarco) e dal Nucleo Organizzazione Spiaggia (Beach Master).

    c. Forza Operativa
    La componente della Forza da Sbarco della M.M.I. (più propriamente Forza da Sbarco: Landing Force nella terminologia NATO) dislocabile in teatro operazioni è, di norma composta da:

    - Comando (CLF, staff);
    - Reggimento San Marco;
    - Gruppo Mezzi da Sbarco che, secondo quanto previsto dalla dottrina anfibia, fornisce il B.G.C. (Boat Group Commander) e il B.M. (Beach Master) al CATF (Commander Amphibios Task Force);
    - Elicotteri del Nucleo Lotta Anfibiadipendenze operative del CLF quando assegnati).

    La Forza da Sbarco è capace di operare come unica unità modulabile in funzione delle esigenze.
    Nel caso di operazioni multinazionali/NATO La Forza da Sbarco (o elementi di essa) si aggrega a Forze da Sbarco straniere e/o Forze da Sbarco straniere (o elementi di esse) sono aggregabili alla Forza da Sbarco in operazioni a guida italiana.
    In particolare costituisce parte integrante della Forza da Sbarco della SIAF (Spanish-Italian Anphibious Force) permanentemente costituita
    Tutto il personale del Reggimento Carlotto, normalmente non dislocabile in teatro di operazioni, in possesso della qualificazione anfibia può essere inserito nella Forza da Sbarco se e quando ritenuto opportuno

  2. DIPENDENZA
    Il Comandante della Forza da Sbarco della Marina dipende direttamente dal Comandante in Capo della Squadra Navale.

  3. MISSIONE

    a. Componente operativa
    La Forza da Sbarco, insieme ad una Forza Aeronavale (per la scorta, il supporto operativo e logistico, il trasporto e lo sbarco), costituisce la Forza Anfibia Nazionale, Essa, nella sua interezza, si configura essenzialmente come una Forza di elevata prontezza e flessibilità (approntamento in 48 H), ridislocabile anche a grande distanza, atta ad intervenire sul terreno, prioritariamente in aree costiere. Può essere dislocata preventivamente in modo non "intrusivo" nel teatro delle operazioni in attesa di una decisione politico-militare sull'intervento a terra che, quando deciso, può avvenire con tempi di risposta pressoché istantanei.
    Questa particolare forma d'impiego (dislocazione preventiva, non intrusità e tempi di risposta immediati) è esclusiva della Forza Anfibia e la rende strumento privilegiato quale Forza di Pronto Intervento per qualsiasi  tipo di missione.
    Le missioni  della Forza da Sbarco si identificano con quelle più generali della Forza Anfibia. Di seguito le più importanti:

    - condurre operazioni in assalto/raid/colpo di mano anfibio in modo autonomo o in preparazione s susseguenti operazioni condotte da Forze Terrestri, allo scopo di conseguire obiettivi di interesse a carattere nazionale;
    - condurre operazioni di assalto anfibio  quale contingente nazionale integrato in forze multinazionali (SIAF/SILF, EUROMARFOR, ecc.) O alleate (CAMFED), allo scopo di conseguire oblettivi comuni o a difesa del territorio posto sotto la responsabilità di ACE (Allied Command Europe);
    - agire quale Forza di Reazione Rapida, autonomamente o inquadrata in un dispositivo di livello superiore ovvero rinforzare/sostituire unità già impegnate ovvero agire quale riserva operativa o strategica;
    - condurre operazioni di evacuazione/protezione di connazionali da/in paesi a rischio;
    - condurre autonomamente, ovvero nel quadro di formazioni di livello superiore, operazioni di "peace support" nazionali o in contesti multinazionali (NATO, UEO, OSCE, ONU, coalizioni "ad hoc" di forze, ecc.);
    - fornire concorso in caso di calamità naturali in Italia e all'estero.

    b. Componente logistico/formativa
    La missione del Reggimento logistico/formativo "Carlotto", di norma non inquadrato nella Forza da Sbarco, è quella di:
    - assicurare attraverso il Battaglione scuole "Caorle" la qualificazione professionale di tutto il personale della Forza da Sbarco della M.M.I.;
    - fornire attraverso il Battaglione loogistico "Cortellazzo" il supporto di logistica generale (manutentiivo, logistico/amministrativo, casermaggio, viveri, vestiario, ecc.) alla Forza da Sbarco della M.M.I..

 

Diventare Fuciliere di Marina

Gli allievi Fucilieri di Marina provengono indistintamente dal personale di leva; questi potranno essere sia militari di leva semplice (12 mesi), che volontari in ferma prolungata L2 (2 anni).  Quando il civile diciottenne si reca presso uno dei due MARICOLEVA (La Spezia e Taranto) per effettuare la visita preliminare deve subito dichiarare il proprio intendimento di essere reclutato nel Reggimento San Marco; immediatamente verrà sottoposto a una prima visita medica per verificare se è in possesso dei requisiti psicofisici richiesti. Allo stesso modo, potrà fare la sua scelta anche quando si recherà presso il MARICENTRO per svolgere il periodo di istruzione e di addestramento militare (il CAR) con cui inizia il periodo di leva. Già in questa fase, il militare dovrà anche dichiarare se vuole prolungare la ferma per due anni (L2) e, in questo caso, verrà incorporato nel "pacchetto L2"; il termine ultimo per presentare la domanda per la ferma prolungata L2 è comunque fissato in cinque mesi dal suo arrivo al Reparto.

Quando giunge al Reggimento San Marco, l'allievo Fuciliere di Marina viene affidato al Gruppo Scuole che provvederà al suo iter formativo che si divide in due fasi. Il cosiddetto "primo ciclo", della durata di quattro settimane, è il più impegnativo e tende a mettere in risalto le caratteristiche psico-attitudinali dell'allievo per determinarne il carattere. Si cerca di appurare, in pratica, se il soggetto possiede quelle doti interiori di entusiasmo e di disponibilità al sacrificio che, unite alla perfetta forma fisica già verificata dalle visite mediche, rappresentano la caratteristica essenziale dei Fuciliere di Marina. Nel "secondo ciclo", che dura dodici settimane, si provvede ad assegnare all'allievo Fuciliere la specializzazione più consona alle proprie attitudini: cannoniere, assaltatore, guastatore, etc.

Gli specialisti DOA (Demolitore Ostacoli Antisbarco) si recano per tre mesi al Varignano presso la caserma degli Incursori della Marina Militare per un ulteriore periodo di formazione. Mentre nel primo periodo si è appurato se l'allievo dispone delle caratteristiche per diventare un buon Fuciliere di Marina, nel secondo si cerca quindi di capire come sfruttare al meglio queste sue potenzialità. Durante queste sedici settimane alcuni "gettano la spugna" e si ritirano; se l'abbandono avviene nei primi giorni il soggetto continuerà il servizio di leva in altri Enti o Reparti della Marina Militare, mentre se l'allievo rinuncia in una fase più avanzata completerà la ferma nel Battaglione San Marco ricoprendo incarichi non operativi. In media circa il 18/20% degli allievi non riesce a diventare Fuciliere di Marina, una percentuale che, anche se non particolarmente alta, dimostra la severità della selezione. L'iter formativo degli allievi Fucilieri di Marina del "pacchetto L2", che hanno deciso di raffermarsi per due anni, comprende un ulteriore periodo di formazione che dura altre otto settimane.

Dopo aver superato tutte le prove l'allievo acquisisce la qualifica di "Fuciliere di Marina" e viene assegnato al Gruppo Operativo; infine, dopo aver partecipato a due esercitazioni nazionali o NATO, diventerà Combat Ready (Pronto al Combattimento).
Da questo momento in poi il Fuciliere di Marina svolgerà tutti i compiti previsti dalla propria specializzazione nell'ambito dei Gruppo Operativo per la durata dei servizio di leva: solo dodici mesi per il personale di leva semplice e ventiquattro per gli L2 in ferma prolungata.

Trascorsi i due anni previsti, gli L2 possono anche chiedere di raffermarsi, diventeranno L3, prolungando così di un altro anno la loro permanenza al Battaglione San Marco; al termine dei tre anni torneranno alla vita civile o, altrimenti, potranno chiedere di sostenere il concorso per transitare in SPE (Servizio Permanente Effettivo) quali sottufficiali della Marina Militare.
Il nuovo iter prevede due distinti periodi di formazione/selezione: il primo si svolge presso la Scuola Allievi Sottufficiali M.M. di Taranto, mentre il secondo presso lo stesso Battaglione San Marco; se il candidato supererà gli esami conclusivi delle due fasi, diventerà Secondo Capo (Sergente Maggiore) e andrà a ricoprire l'incarico di caposquadra nel Gruppo Operativo.
Si noti che questo descritto è l'unico iter per diventare Sottufficiale Fuciliere di Marina dei Battaglione San Marco; non è possibile, dunque, accedere a questa carriera direttamente dalla vita civile come avviene per tutte le altre categorie della Marina Militare, ma si dovrà necessariamente aver svolto il servizio di leva nel Reparto.

Il Fuciliere di Marina

Il Fuciliere di Marina è un soldato che, oltre alle ben note capacità operative frutto di un continuo e accurato addestramento, possiede caratteristiche psicologiche assolutamente particolari.
Il mare è, per sua stessa natura, un ambiente mutevole dove nulla può essere dato per scontato e dove un giorno sarà sempre diverso da un altro; infatti in navigazione nessuno può sapere se l'indomani il mare sarà liscio come l'olio o se invece ci sarà una burrasca. L'uomo che va per mare, dunque, ha innata quella curiosità che lo spinge ad esplorare l'ignoto, sempre pronto ad affrontare qualsiasi evenienza, non dando mai nulla per scontato, ma tutto per possibile.
E vivendo frequentemente a bordo delle navi, il Fuciliere di Marina ha mutuato dalla sua seconda casa navigante questo spirito.
Anche il tipo di azione che svolge il Marò dei San Marco è assolutamente imprevedibile e pieno di incognite: si parte per andare a sbarcare di notte su un lembo di terra che non si riesce nemmeno a vedere e di cui si conosce ben poco; ma basterà un imprevisto e tutta l'azione potrà abortire improvvisamente...
Questo essere sempre pronto ad affrontare qualsiasi evenienza, durante il combattimento consente al Fuciliere di Marina di superare con maggiore disinvoltura le incertezze, le situazioni più inconsuete e imprevedibili, dimostrando così quello spirito di adattamento al variare della situazione che è tipico proprio di chi va per mare.
L'altra caratteristica peculiare del Fuciliere di Marina, comune a tutti i soldati dei reparti d'élite, è l'entusiasmo.
Quell'entusiasmo che contraddistingue la persona che è comunque convinta di aver fatto qualcosa di utile e che ha sempre voglia di fare bene il suo lavoro. Il Fuciliere di Marina, come tutte le persone che fanno un mestiere al di fuori della norma, deve possedere quelle profonde motivazioni interiori che gli consentiranno di superare con straordinario spirito di sacrificio anche le prove più difficili.

L'ufficiale del San Marco

Gli Ufficiali del Reggimento San Marco possono essere Ufficiali in SPE (Servizio Permanente Effettivo), sia del Ruolo Normale che del Ruolo Speciale, o anche Ufficiali di Complemento.
Ad un determinato punto della loro carriera questi presentano la domanda per acquisire la Specialità ANF (Anfibio). Se la richiesta viene accettata, in base alla disponibilità di posti e all'esito della visita psicofisica attitudinale, il soggetto viene inviato a Brindisi dove frequenta il cosiddetto "Corso Quadri", o di Qualificazione anfibia, che dura 24 settimane.
Superate le prove finali dei corso, l'ufficiale verrà assegnato al Reggimento San Marco dove nel corso della sua carriera ricoprirà l'incarico di Comandante di plotone prima, e di compagnia in seguito nel Gruppo Operativo, nel Gruppo Scuole, o andrà a svolgere altri incarichi nei diversi Servizi che sovrintendono l'attività logistica e amministrativa del Reparto.
Gli ufficiali del Ruolo Normale, quelli che possono raggiungere i massimi incarichi nell'ambito della Forza Armata, acquisito il grado di Tenente di Vascello (Capitano) verranno inviati per circa un anno a Quantico (Virginia) presso la Scuola dei Marines americani.
Qui frequenteranno un corso di specializzazione nella Categoria ANF, lo stesso che seguono anche gli ufficiali dei Marines per ricoprire il grado di Comandante di Reggimento.

L'Esercito nel San Marco

Nel Reggimento san Marco è presente una piccola aliquota di personale dell'Esercito che costituisce il 4% dei quadri dei Reparto.
Questi sono ufficiali e sottufficiali in SPE (Servizio Permanente Effettivo) dell'Esercito che presentano una domanda agli organi competenti della propria Forza Armata in cui chiedono di essere destinati al Reggimento San Marco. Ovviamente si registrano molte domande di quei giovani Tenenti, Sottotenenti o Sottufficiali che desiderano appartenere a un reparto d'élite.
Se la domanda viene accolta, in relazione alla disponibilità di posti e alle caratteristiche psico-fisiche del soggetto, questi frequenterà presso il Reggimento San Marco lo stesso corso di qualificazione ANF che svolgono gli ufficiali della Marina al loro arrivo a Brindisi.
Se supererà il corso, entrerà a far parte a tutti gli effetti del Reggimento San Marco integrandosi perfettamente nell'attività del Reparto. In seguito, sempre di sua spontanea volontà, potrà decidere di tornare nell'Esercito presentando un'apposita domanda.
Ma non sono pochi i casi di militari che hanno voluto trascorrere tutta la loro carriera operando sotto l'insegna dei leone alato di San Marco.

IL FUCILIERE DI MARINA IN AZIONE:
TUTTE LE FASI DI UNA MODERNA OPERAZIONE ANFIBIA.

Nei films sulla seconda guerra mondiale spesso appaiono indimenticabili immagini di spiagge assalite da enormi ondate di veicoli anfibi e di mezzi da sbarco.
Ma oggi le operazioni anfibie non possono essere più condotte in questo modo, perché la moderna tecnologia ha messo a disposizione dei difensori micidiali sistemi d'arma la cui precisione di tiro sarebbe stata impensabile solo pochi anni addietro.
Per questo la dottrina d'impiego delle forze anfibie si è evoluta enormemente, e oggi un'operazione anfibia viene condotta dal Reggimento San Marco in modo molto diverso dal passato.
La fase preparatoria viene svolta dai DOA (Demolizioni Ostacoli Antisbarco) e dai RECON (Ricognitori), specialisti dei Reggimento San Marco che vengono infiltrati in territorio nemico con elicotteri o mediante gommoni. Appena giunti in sito, i DOA ed i RECON verificano la disposizione del nemico sul terreno per poi comunicarla via radio alla nave anfibia dove è situato il comando dell'operazione.
In seguito inizia la parte più delicata del loro lavoro: mentre i RECON s'infiltrano nel territorio nemico per continuare a fornire la copertura "intelligence" dell'operazione, i DOA si recano sul luogo prescelto per lo sbarco. Innanzitutto provvedono a piazzare cariche esplosive nei pressi delle postazioni difensive nemiche da neutralizzare, quelle strategicamente più importanti; in seguito, si recano sulla riva del mare dove predispongono la bonifica del tratto di spiaggia prescelto per l'azione.
Questa è un'operazione che richiede un altissimo grado di addestramento: i DOA devono individuare le mine del nemico, sia quelle in acqua che quelle interrate, e piazzare le controcariche, per farle brillare nel momento opportuno, e quelle per demolire gli ostacoli antisbarco.
Il tutto si svolge nel buio più pesto; infatti, i DOA e i RECON non devono rivelare la propria presenza al nemico, per non vanificare l'effetto sorpresa, evitando di ingaggiare il combattimento; ovviamente questi specialisti dispongono di equipaggiamenti particolari, come i visori notturni e armi con spegnifiamma, e di autorespiratori ARO (Auto Respiratori Ossigeno), un particolare apparato a circuito chiuso che non rilascia le classiche scie di bollicine.
Quando scocca l'ora prefissata, mentre le navi cominciano a cannoneggiare la costa e gli aerei e gli elicotteri colpiscono le difese avversarie, i DOA rimasti in sito faranno saltare le cariche esplosive precedentemente disposte, aprendo così il cosiddetto "canale di sbarco" per le forze che stanno arrivando, e assalteranno le postazioni dei nemico non neutralizzate con le cariche.
La permanenza in acqua è il periodo di massima vulnerabilità per le forze anfibie, e si cerca quindi di ridurre al minimo questa fase aumentando la velocità di esecuzione della manovra.
Per questo oggi la prima ondata viene portata sulla spiaggia da una miriade di piccole imbarcazioni estremamente veloci, gommoni con chiglia rigida dotati di potenti motori fuoribordo, su cui prende posto una squadra di otto o nove Fucilieri di Marina.
L'impiego dei gommoni permette anche di ridurre le eventuali perdite: se uno di questi venisse colpito si perderebbero "solo" otto o nove uomini, mentre se un veicolo anfibio LVTP-7 venisse affondato, in un colpo solo l'ondata verrebbe privata di venticinque Fucilieri. Solo quando la prima ondata avrà neutralizzato le principali postazioni nemiche, arriveranno sulla spiaggia i veicoli anfibi LVTP7 e i mezzi da sbarco che trasportano i cingolati VCC-1 e i mezzi ruotati; in seguito, i natanti continueranno a fare la spola con la nave per trasferire il materiale logistico necessario per consolidare e tenere la "testa di sbarco" appena conquistata.

Le navi

Fino al 1988 i Fucilieri di Marina avevano operato a bordo di due navi LST, Grado e Caorle, acquistate negli anni '70 dagli U.S.A.; navi dalle prestazioni sorpassate le cui sistemazioni a bordo erano alquanto disagevoli.
Al contrario, le nuove unità LPD (Landing Platform Dock), Nave San Marco e Nave San Giorgio, alle quali si è aggiunta recentemente nave San Giusto, sono state appositamente concepite, sviluppate e realizzate proprio per ospitare al meglio i Fucilieri di Marina e per trasportare i mezzi dei Gruppo Operativo.
Infatti, su queste unità, oltre all'equipaggio, possono essere comodamente alloggiati e ristorati circa 350 Fucilieri d i Marina completamente equipaggiati, mentre nell'hangar possono essere sistemati 36 mezzi cingolati VCC-1, o LVTP-7 in numero minore, e altri mezzi ruotati sul ponte di coperta.
Come il Reggimento San Marco, anche queste unità dipendono dal Comando della 3^ Divisione Navale, di stanza a Brindisi, che raggruppa tutta la componente anfibia della Marina Militare.
La particolarità delle unità della classe "San Giorgio" è quella di essere dotate a poppa di un bacino allagabile, direttamente comunicante con il mare, mediante il quale i cingolati anfibi possono raggiungere autonomamente la superficie dell'acqua proprio come se stessero scendendo da una spiaggia. A poppa, a prua e sul fianco destro le navi LPD dispongono anche delle tradizionali rampe per la discesa su banchine portuali dei mezzi cingolati e ruotati.
Dall'ampio ponte di volo possono operare contemporaneamente fino a tre elicotteri SH-3D Sea King.
Recentemente è stata consegnata alla Marina Militare una terza unità LPD, Nave San Giusto, di maggiore dislocamento che svolge anche la funzione di nave scuola per gli allievi dell'Accademia Navale. Derivata dalle unità classe San Giorgio, si differenzia esternamente per la prora fissa, senza il portellone sollevabile, e per l'adozione di una versione più moderna del cannone da 76/62; nave San Giusto dispone delle stesse capacità di trasporto delle altre due unità LPD.
Per il Gruppo Operativo dei Reggimento San Marco, impegnato in uno sbarco, queste navi rappresentano un’indispensabile "retrovia" mobile dotata anche di un attrezzato ospedale per i feriti portati direttamente dal campo di battaglia con gli elicotteri.

 

I mezzi

La dotazione dei Reggimento San Marco comprende mezzi cingolati e ruotati che assicurano ai Fucilieri di Marina l'indispensabile mobilità sul campo di battaglia.
Questi sono mantenuti in perfetta efficienza dagli specialisti meccanici del Servizio Trasporti che operano nella rimessa di Brancasi con annesse officine.
Gli specialisti del Servizio Trasporti, inoltre, seguono il Gruppo Operativo durante le trasferte con un’attrezzata officina mobile sempre pronti a riparare direttamente sul campo le possibili avarie ed a svolgere gli interventi manutentivi del secondo livello tecnico, mentre quelli più semplici del primo (cambi d’olio, etc.) possono essere effettuati in loco dagli stessi carristi.
Il veicolo cingolato anfibio per il trasporto truppa che equipaggia le principali forze anfibie occidentali, tra cui anche i Marines americani, è l'LVTP-7; questo mezzo possiede un'ottima mobilità in acqua, assicurata dalle due eliche intubate posteriori, e la capacità di avanzare su qualsiasi terreno grazie ai cingoli.
Al suo interno trovano posto venticinque Fucilieri di Marina, mentre l'equipaggio è composto da tre uomini che per la difesa ravvicinata del mezzo dispongono di una mitragliatrice Springfield M85 da 12,7 mm.
Ma le grandi dimensioni dell'LVTP-7 costituiscono anche il suo handicap principale in quanto, quando il mezzo esce dall'acqua, presenta al nemico una sagoma alta 3,14 metri che rappresenta un facile bersaglio per i moderni sistemi d'arma controcarro.
Il Veicolo Cingolato da Combattimento per il trasporto truppe del Reggimento San Marco è il VCC-1, più noto come Camillino, che è una particolare versione dell'M113 sviluppata dall'Oto Melara.
L'equipaggio è composto da due uomini: il pilota e l'armiere che dispone in torretta di una mitragliatrice Browning da 12,7 mm.; nel mezzo trovano posto sette uomini completamente equipaggiati che possono sparare dall’interno con le armi individuali attraverso apposite feritoie poste sulle fiancate; inoltre il mitragliere della squadra, può impiegare la sua MG 42/59 uscendo da un'apertura posta sul tetto del mezzo.
Il Reggimento San Marco ha in dotazione anche diversi mezzi ruotati.
Il più moderno è il Fiat IVECO VM-90 (Veicolo Militare degli anni '90) dotato di un motore diesel sovralimentato da 100 CV e con una velocità massima di 100 km/h. L'equipaggio è composto da uno/due uomini più otto persone nel cassone posteriore.
Più piccole le Campagnole Fiat AR-76 (Autovettura da Ricognizione), 4X4 ruote motrici e motore diesel. Entrambi i veicoli sono aviolanciabili e possono essere armati con una mitragliatrice MG 42/59 cal. 7,62 mm, mentre sul VM-90 può essere anche montato un cannone da 106 mm senza rinculo.
Completano la linea diverse versioni di autocarri militari Fiat 4X4 ruote motrici che all'occorrenza possono anche trainare piccoli pezzi di artiglieria.
Il Reggimento San Marco dispone anche di alcuni elicotteri che assicurano ai Fucilieri di Marina l'aeromobilità sul campo di battaglia.
Si tratta di Agusta-Bell AB 212 e Agusta-Sikorsky SH-3D della Marina Militare dai quali, per aumentarne le capacità di carico, sono stati opportunamente smontati i pesanti ed ingombranti apparati per la lotta antisommergibile.
Gli elicotteri destinati al Reggimento San Marco dispongono di particolari blindature e sono armati con razziere da 2,75 mm. e pods per mitragliatrice da 12,7 mm.
I velivoli costituiscono il Nucleo Lotta Anfibia del 4° Gruppo Elicotteri dislocato sulla Stazione Elicotteri (MARISTAELI) di Grottaglie, presso Taranto, dove possono ricevere il necessario supporto logistico.

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